19 marzo 2010
violenza
Racconterò questo spiacevole episodio che ancora una volta sottolinea la stupidità e la bastardaggine maschile giusto perché non ho nulla da fare. O meglio, avrei anche da fare, ma non ho voglia.
Lo scorso sabato mi trovavo davanti a un pub di questi un po’ tristi ma assai frequentati con due mie amiche. Ce ne stavamo sedute su una panchina a chiacchierare tra di noi e a osservare un gruppo di ragazzi nella piazza, che non so bene cosa facessero, si rincorrevano, si saltavano addosso fingendo di accoppiarsi tra loro, si picchiavano, si schizzavano con la birra… queste cose da maschio scemo… Ogni tanto qualcuno di loro si avvicinava a noi per parlare un po’, suppongo con un secondo fine, ma erano comunque simpatici, quindi non ci facevamo problemi a essere socievoli anche con loro. Ad un certo punto ho visto una bottiglia di vetro volarci a due centimetri sopra la testa, sfiorandoci per pochissimo. Questo non era più tanto divertente. Ho spostato lo sguardo e appena ho visto i due tizi che avevano lanciato quella roba rischiando di farci molto male, ho cominciato a urlargliene di tutte, stronzi, cretini, stupidi, per poco non ci arrivava sul viso. Questi, come se avessero avuto ragione, hanno cominciato a insultarmi e si sono avvicinati a noi, dicendo che dovevo stare zitta. Uno di loro, aveva in mano una bottiglia di Martini, e diceva che me l’ avrebbe versata addosso se continuavo a parlare. Mi sono alzata in piedi e gli ho detto che non si doveva azzardare a fare una cosa del genere. Questo non mi ha preso sul serio e ha continuato a mancarmi di rispetto. Gli ho mollato un ceffone. C’è stato un momento di silenzio in cui nessuno ha detto una parola, e lui mi ha guardato con uno sguardo pieno di stupore e di odio. Poi mi ha messo le mani addosso, e non so come, mi sono ritrovata per terra. Uno dei suoi amici, sbucato da non so dove, mi ha preso per un braccio, e mi ha allontanato supplicandomi di non chiamare la polizia. Chiamare la polizia?! Io?! Gli ho spiegato che non me fregava un cazzo di chiamare uno sbirro che sarebbe arrivato dando ordini su fatti di cui non aveva la minima idea e che l’unica cosa che mi interessava era che quel bastardo che mi aveva menato capisse di essere una grandissima testa di cazzo. Non solo c’aveva quasi ammazzato lanciandoci una bottiglia, ma non aveva neppure ammesso di aver torto marcio, aveva continuato a darci noia, e anche se –questo lo riconosco- ero stata io la prima a colpire, non si era nemmeno preoccupato di picchiare una ragazza.
Ecco come sono gli uomini. Credono di poter metterci in piedi in testa sempre, facendoci ingoiare tutte le loro cattiverie e le loro merdate. Sinceramente non ho nessuna voglia di farmi trattare così. Quella che ci rimette sono io, perché sarò sempre io quella che si farà male, sbattuta per terra e picchiata mentre mi chiamano “stronza puttana” senza alcun motivo… ma vaffanculo lo stesso, questo senso di impotenza lo odio… Se per un momento sono riuscita a far zittire quel cretino, bene, mi farà stare meglio tutte le volte che penserò a quanto ciò che fanno le donne sia inutile di fronte alla violenza maschile.
18:38
Scritto da: nenaah
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10 marzo 2010
hai fatto l'amore con un cavallo
Droga, detto e stradetto, ne sento parlare ovunque, in tv, sui giornali, perfino a scuola vengono a farci le lezioni di prevenzione. Tutte cose importanti, eppure non posso fare a meno di pensare che certe volte la gente parla troppo, che piuttosto che scivolare a dire banalità si dovrebbe stare zitti.
Avevo un ‘amica tempo fa: fu lei quella che mi fece fare un po’ tutte le mie prime esperienze. Passavamo i pomeriggi a sbevazzare e a ubriacarci, anche se poi la metà delle volte finivamo a svomitare dietro l’angolo, uscivamo sempre in piazza, che ci fosse qualcosa da fare o meno, ascoltavamo Fabri Fibra considerandolo il rappresentante del rap in Italia, e qualche canna sporadica ci faceva sentire grandi e ribelli, nonostante fossimo solo bambine. Ogni tanto guardavamo quelli che ci stavano attorno, come i nostri amici, appena poco più grandi di noi ma già assidui frequentatori assidui del serT e giuravamo che mai saremmo diventate come loro. Lei mi diceva che forse un giorno avrebbe provato qualche droga seria, ma che la disgustava l’idea della ketamina: <<sai, è un eccitante per cavalli, la usano gli allevatori quando devono farli riprodurre>>. Il viagra equino insomma, girava questa leggenda; ancora non ho capito quanto effettivamente fosse vero. Passò del tempo, lei mi raccontava di come era stato provare “per la prima e ultima volta” l’MD, di come era stato provarlo per seconda, per la terza, per la quarta, come era stato fumare la coca, e poi -il passo fu breve- come era stato prendere la keta. “Hai fatto l’amore con un cavallo”, pensai. Adesso ho capito, sul momento non c’è tempo di fermarsi a riflettere su quello che si fa, accade e basta, senza rendersene conto, senza bisogno che ci sia un motivo particolare. Come dicevo il passo fu breve, è un attimo da quando sei convinto che mai farai qualcosa, a quando arrivi a venir meno a tutti i tuoi buoni propositi e a subirti le tue conseguenze. Non è facile spiegare perché hai fatto l’amore con un cavallo, probabilmente non esiste nessun buon motivo. È successo, fine. Le parole sono sprecate di fronte a un fatto del genere.
20:01
Scritto da: nenaah
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23 febbraio 2010
uomini scemi
Uomini. Potrei stare ore e ore a elencare i loro difetti, ma quello che più mi disturba è il loro continuo bisogno di divedere il mondo femminile in due parti: quelle fiche e quelle cesse, quelle troie e quelle suore, quelle con le tette piccole e quelle con le tette grandi... Niente vie di mezzo: esistono solo categorie opposte, come se per loro in questo modo fosse più facile spiegare il mondo. E devono sempre parlarti di queste cose, in qualsiasi conversazione infilano il commentino o la battutina sulla tizia che la dà un monte, su quella che ha un culo grosso come la cupola del Duomo, su quell' altra ancora che quando beve l'estathè sembra che c'abbia la bocca da pompinara tantissimo. Ma la cosa più preoccupante è che sono solo chiacchiere queste: non mi dà fastidio che un uomo pensi tanto al sesso, ma quando ne parlano in continuazione sembra quasi che vogliano compensare qualcosa che manca. Davvero.
Qualche tempo fa, per esempio sono uscita con uno che avevo conosciuto tramite amici. Ci siamo visti la mattina perché abbiamo fatto forca a scuola, e siamo stati insieme a conoscerci, chiacchierare e tutte le cose da primo appuntamento. Questo era il classico maschio italiano medio i cui interessi principali sono il calcio, le donne, le moto, le donne, il calcio, le moto e le donne. Così ecco che è stato per ore a parlarmi di come lui non fosse interessato ad avere rapporti seri, che lui era un Casanova, che non si innamorava facilmente bla bla bla. E tutte chiacchiere inutili poi, perché dopo un 'ora che l'avevo conosciuto mi aveva già annoiata tanto che non prendevo minimamente in considerazione l’idea di rivederlo per un periodo superiore alle due settimane. Beh, comunque, verso l'ora di pranzo, lo saluto dicendo che vado a casa e lui se ne salta fuori implorandomi di seguirmi:
<< dai, Nena, vengo con te!>>.
<< cosa?No.>>. Pensavo che la questione fosse risolta.
<< ma via, stiamo un po' da te>>. Questo insiste.
<< perchè vuoi assolutamente venire da me, se stiamo insieme da 5 ore?!>> gli chiedo.
<< boh, così...>>.
Queste risposte così vaghe allora, mi fanno perlomeno dedurre il perché voglia assolutamente piazzarsi da me. In fondo era un bel ragazzo, non è che la cosa mi dispiacesse. Voglio dire, una cosa seria con uno del genere MAI, ma finchè si tratta di altro non vedo che ci sia di sbagliato. Così andiamo da me. E quello cosa fa?!?!? Accende il mio computer, va su facebook, dopodiché si lamenta perché non ho la tv in camera, nè la play. Io intanto come una scema, semisdraiata sul letto, come se non fosse normale pensare che un ragazzo che parla continuamente di sesso sia anche interessato quando arriva il momento. Cretino. Ma non è tutto. Ad un certo punto, finalmente realizza che ci sono anch'io, viene da me, mi abbraccia, cominciamo a baciarci, queste cose qua, finchè non si sdraia su di me e la cosa si fa un pochino più seria. "Oh", penso "ecco che ora le cose vanno come dovrebbero andare nella normalità". Sorrido e non penso più a niente. Ma poi, ecco che di punto in bianco, arrivano le parole fatidiche: <<scusa Nena. Devo pisciare>>-. Detto questo, si alza e sparisce in bagno, mollandomi lì. Ma sei stupido?! Noi stiamo per, e te te ne vai in bagno? E non torna mica, eh. Cioè, torna, ma dopo un monte, a quel punto io mi sono già scocciata di star dietro a lui che pare non ricordarsi nemmeno cosa stavamo facendo, e così dopo qualche chiacchiera, lo sbatto fuori di casa con un "ci vediamo eh". E alla fine non mi dispiaceva nemmeno tanto rivederlo, così senza impegno come quel giorno, ma dopo una settimana lui mi scrive dicendo che "è meglio se non ci vediamo più" perché non vuole cose serie, e ha paura di prendermi in giro. -.-
Ho scritto questa storiella come valido esempio di quanto siano stupidi i ragazzi, così arroganti e pieni di sé da pensare che ogni donna caschi ai loro piedi: parlano parlano, ma non si rendono conto che molto spesso gli interessi loro e di quelle con cui escono coincidono. Ma cosa c’hanno in testa? Se potessi rinascere, rinascerei uomo, così forse riuscirei a capire la loro mentalità contorta e priva di logica.
23:32
Scritto da: nenaah
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| Tag: uomini, storielle, stupidità maschile, difetti maschili, ragazzi pieni di sè | OKNOtizie |
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